Libero da Libero di

scritto da Sadarash
Pubblicato 23 ore fa • Revisionato 23 ore fa
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Autore del testo Sadarash

Testo: Libero da Libero di
di Sadarash

È un fatto noto che la notte sia feroce perché il silenzio amplifica l'assenza; eppure, per sfuggire a quel silenzio, io penso a te. Cerco di riempire quell'assenza con le tue parole, il tuo viso, i tuoi occhi. Non credo che sarò mai in grado di scrivere qualcosa che possa racchiudere davvero tutto ciò che si nasconde dietro di te, e forse è giusto così.

Mi viene in mente Modigliani adesso, sai chi è? Amedeo Modigliani è stato uno dei più grandi pittori e scultori italiani del XX secolo, famoso per il suo stile inconfondibile caratterizzato da colli allungati, volti malinconici simili a maschere e occhi spesso privi di pupille. Che tu lo sappia o no, c'è un motivo per cui preferiva dipingere le persone senza pupille. Modigliani era solito dire che non avrebbe dipinto gli occhi finché non avesse conosciuto l'anima del soggetto. Gli occhi senza pupilla servivano a guardare dentro la persona, concentrandosi sull'interiorità e sulla spiritualità piuttosto che sulla somiglianza fisica.

Eppure, ci fu una sola persona per la quale disegnò le pupille: sua moglie, Jeanne Hébuterne. Modì (da maudit, tradotto dal francese come "maledetto", un soprannome datogli dagli amici che ha acquistato valore nel tempo) dipinse le pupille di Jeanne come un supremo atto d'amore. Significava che era riuscito a guardare dentro di lei, a comprenderla completamente. Se posso, nella mia vita, voglio guardarti come Modigliani vedeva sua moglie, perché la vedeva così dal profondo da possederne l'essenza interiore. Non voglio semplicemente vedere ciò che i miei occhi possono guardare dall'esterno; voglio esplorare l'immenso blu dei tuoi occhi con il mio cuore. Voglio tuffarmi in essi come un marinaio alla ricerca della libertà, voglio perdermi in essi e raggiungere il Punto Nemo della tua anima (se non sai cos'è, il Punto Nemo è il luogo dell'oceano più lontano da qualsiasi terra emersa sul pianeta, situato nel cuore dell'Oceano Pacifico meridionale). Voglio entrare e rimanere dove nessuno ha mai voluto mettere piede.

I tuoi occhi sono dolci e amari, dettati da uno scontro continuo tra due giganti: imponenza e impotenza. Entrambi aggettivi, entrambi portatori di un significato dirompente. La differenza è minima, solo poche lettere, eppure il significato di uno è l'esatto opposto dell'altro. Imponente: maestoso, dominante.
Impotente: senza potere, incapace di agire.
Due lati che compongono lo Yin e lo Yang, contrasti che vivono dentro conflitti feroci.

I tuoi occhi mi ricordano la pervinca (Vinca). È una pianta erbacea perenne e sempreverde, famosa per i suoi fiori a forma di stella nelle sfumature del blu. Essendo una pianta sempreverde capace di resistere a lungo, è associata al ricordo indimenticabile di una persona cara. In molte antiche tradizioni era considerata un portafortuna per le coppie e veniva regalata o cosparsa ai piedi degli sposi come augurio di fedeltà e di un legame eterno. È il "fiore dell'amore e della morte".

Il fiore dell'amore e della morte, la grandiosità della tua anima e l'impotenza delle mie parole. Rimango qui, sospeso in questo contrasto, a guardare come lo Yin e lo Yang danzano nelle tue pupille. C'è una maestosità che mi intimorisce e, allo stesso tempo, una fragilità che mi spinge a volerti proteggere da tutto, persino da te stesso. E forse è proprio in questa debolezza che risiede la tua forza più grande: la capacità di mostrarti nudo, vero, al di là di ogni maschera che Modigliani avrebbe mai potuto dipingere. Non ho bisogno di un quadro per vederti: mi basta chiudere gli occhi per ritrovare la tua essenza, l'unica terra dove desidero restare, l'unico mare in cui valga la pena fare naufragio.

I tuoi occhi sono i più belli perché li colori con un significato che nessun altro passante distratto coglierà mai. E se mi chiedessero perché i tuoi occhi sono il blu più bello che io abbia mai visto, risponderei che non è per il colore in sé, ma perché in quel blu ho trovato l'infinito. In essi ho visto rifugi, tempeste, abissi e rinascite. Sono i più belli perché non si limitano a riflettere la luce del mondo: riflettono la tua anima, ed è l'unica che il mio cuore abbia mai desiderato davvero esplorare.

Libero da Libero di testo di Sadarash
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